Da Deledda alle donne dell’oggi con Cristiana di San Marzano

L’esordio del Festival si apre nel segno di Grazia Deledda, prima e unica Nobel per la letteratura di nazionalità italiana, o forse più esattamente sardo-italiana.

La sua identità regionale non fu mai un limite ma una prospettiva. Dalla sua terra seppe trarre una visione capace di trasformare la radice in racconto universale. Lo riconobbe l’Accademia di Svezia nel 1926, quando nella motivazione del premio sottolineò la capacità della scrittrice di affrontare “problemi di generale interesse umano”. Da quella donna che Pirandello, ferito nell’orgoglio, ridusse con sufficienza al ruolo di “massaia”, prende avvio il dialogo che segue, quello fra  Augusto Guarino, ispanista e prorettore dell’Università “L’Orientale” di Napoli,  e Cristiana Di San Marzano, coautrice del libro il libro Amiche, undici storie di legami e sorellanza pubblicate da Il Mulino nel 2025 e firmate dal collettivo Controparola, fondato da Dacia Maraini nel 1992, uno dei laboratori più fecondi del pensiero femminile italiano.

Il volume attraversa un secolo di amicizie e alleanze, dal 1923 al 2026, componendo una geografia di storie di Donne che unisce figure diverse per temperamento e destino. Grazia Deledda e Biancofiore, Maria Montessori e Annie Besant, Ada Gobetti e Bianca Guidetti Serra, Carla Lonzi e Carla Accardi, Elvira Sellerio e Luisa Adorno, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, Fausta Cialente e Sibilla Aleramo, Rossana Rossanda e Luciana Castellina, Gae Aulenti e Rosellina Archinto, Raffaella Carrà e Alessandra De Stefano, Chiara Valerio e Michela Murgia.

Due sarde aprono e chiudono il volume: la prima e l’ultima, entrambe segnate da un carattere deciso, forse isolano, certamente determinato a non risultare invisibile.

Così introduce la serata Cristiana di San Marzano, una delle autrici, voce autorevole del giornalismo nazionale, che da sempre attraversa e racconta storie di donne con lo sguardo schiettoe politico, da cronista, sul mondo femminile, privo di compiacenza.

Nel capitolo che inaugura il Festival algherese, Cristiana di San Marzano racconta la storia di Fausta Cialente e Sibilla Aleramo, due colonne della scrittura femminile del Novecento, lontane per temperamento ma unite, negli anni più cupi del Fascismo, da un legame capace di trasformarsi in sostegno, ascolto, complicità. Dal loro carteggio emerge una voce che attraversa la fatica del vivere, la necessità della scrittura, la fragilità e la forza di donne che il loro tempo avrebbe voluto marginali. Una sorellanza che non nasce da somiglianze ma dalla capacità di riconoscersi nell’urgenza di difendere la libertà come destino. Due donne che hanno saputo aiutarsi in tempi difficili, come il Fascismo, e che hanno saputo crescere e risuonare anche nella quotidianità di un’intimità di confidenza che è sostegno, appoggio, potenza. Un potere che fa paura perché da forza, quello delle donne amiche, complici, sorelle.

Cristiana di San Marzano

1. Amiche. Undici storie di legami e sorellanza

Quando 09/07/2026 ore 19.15

Con Cristiana Di San Marzano, Augusto Guarino.

In collaborazione con Il Mulino.

Dove Villa Mosca [ indicazioni stradali ].

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